opus in fieri - work in progress
Marcabru PC 293.33 Lo vers comens quan vei del fau (conculusione)
49 Marcabrus ditz que no•ill en cau
50 qui quer ben lo vers al foïll
51 que no•i pot hom trobar a frau
52 mot de roïll
53 intrar pot hom de lonc jornau
54 en breu doïll.
Marcabruno dice che non gliene importa/frega
se qualcuno frughi il (suo) vers col frugone/stuzzicaculo
ché non vi si può trovare (introdotto) di contrabbando
parola rugginosa :
(1) intrare si può con lungo (lavoro) giornale
in breve *duciculo.
(2) intrare può un uomo di lungo (lavoro) giornale
in breve cul di duce.
con lungo (lavoro) giornale = = con lunga fatica
* di lungo (lavoro) giornale = di/d'un grosso affare
per giornale agg. vedi vocabulario (appendice)
*duciculo = cannella vedi vocabulario (appendice)
latino volgare
Marcabrunus dicit quod non illi inde caldet
qui (=si quis) bene quaerit illum versum ad illo fodiculo
quod (quia) non potest homo inde trovare ad fraudem
mottum robiginosum:
intrare potest homo de grande diurnale
in brevem duciculum
fodiculo abl.] doppio senso:
1) fodículo] fodĭ (fŏdĕre) + culus (sufisso) = frugone (cf. rīdĭcŭlus s.m. 'buffone)
2) fodicúlo] fodĭ + cūlum = stuzzicaculo (cf. stuzzicadente)
un bisticcio anologo si trova già in Plautone: inrīdĭcŭlō [irrīdĭ+cŭlum n.] 'oggetto di risate' / inrīdĭcūlō [irrīdĭ+cūlum] '*fotticulo [fotticúlo] Casina 5.2.3 e Poenulus 5.4.2
in brevem duciculum] doppio senso:
1) in brevem duciculum [ducículum] = in una breve/corta cannella
2) in brevem duci[s] culum [ducicúlum]= nel breve/corto culo del Duce (sc. d'Aquitania)
latino colto
Marcabrunus dīcit non sibī opportēre
si quis bene quaerit versum fodĭcŭlō / fodĭcūlō
quia non licet invenīre in illō clam insertum
verbum rōbīginōsum:
(1) intrāre licet grandī opere diurnō [abl. instr.]
in brevem epistomium.
(2) intrāre licet hominī grandis operis diurni [gen.]
in brevem ducis cūlum
Dixerit enim fortasse quispiam:
ma il tuo divertimento filologico è solo un gioco interlinguistico oppure corrisponde al modo in cui Marcabru si è divertito divertendo los ben entendens - i pocchissimi eletti - capaci di intendere adeguatamente il suo messaggio, se messaggio c'e?
Talia dicentibus credo me responsa dare posse idonea. Primum
Marcabru era un trobaire/joglars sabens - un trovatore/goliardo/ dotto, un poeta doctus, appartenente alla classe dei clerices vagantes (intelettuali vagabondi) e eo ipso un giocatore di parole in latino e volgare. Pensava dunque latine et occitanice ed è logico concludere che al di sotto delle parole volgari (doppio senso) si trovassero verba latina.
Deinde (segue)
Contra dixerit enim forsitan quispiam:
tu parli dell'attualità di Marcabru. In ché senso?
Mica poteva sapere che in Italia ci fossero arrivati sette otto secoli dopo un Duce 'con la sua brigata di camicie nere' e un populista populare soppranominato il Cavalirere 'con il suo nuclo di veline' (ipse dixit) per non parlare del 'nanoprésident' et de sa 'Diva de la gauche caviar' (Canard enchaîné). E non poteva sapere che il suo jornau (lavoro) giornale fosse devenuto fr. journal 'quotidien' e it. giornale 'cottidiano'. Perciò non poteva prevvedere la singular batalha tra il patrone quasi assoluta degli strumenti di informazione e il direttore del giornale di centro destra.
Talia dicenti credo me responsum dare posse idoneum:
Ogni messaggio (leu plan prim clus…) il ricevente [lettore, filologo] lo può decifrare [capire] soltanto secondo la sua intelligenza limitata e non per il modo dell' emittente [trovatore] e ancora meno per il modo del messaggio [vers, canso, sirventes...].
receptum est in recipiente per modum recipientis et non per modum dantis [Dantis - Guihelmi - Marcabruni - Arnaldis…], doctŏr ūnĭversālis dixit:
neanche un genio superumano (übermenschlich) [Dante Alighieri - Guilhem de Peitieus - Marcabru - Arnaut Daniel - Cervantes - Proust] è capace di comprendere (com-prĕhendĕre) le sue composizioni [scritti] per il loro modo, ma soltanto secondo il modo della sua intelligenza malgrado tutto limitata.
Soltanto una intelligenza illimitata (quella di un yogī illuminato per esempio che ha realizzato l'unione [yoga] suprema nell'unità brahman-ātman [als ben entendens salut!] può capire qualsiasi messaggio per il modo del messaggio.
nota bene
Valéry: « mes vers on le sens qu’on leur prête... » sarrebbe una boutade ingenua se proferta senza il sale dell’ ironia:
recte ‘mes vers ont le sens que je leur donne, et les sens qu'ils ont malgré moi. Quant aux sens qu'on leur prête, c'est aux philologues d'en juger.
Il filologo-ermeneuta deve cercare di avvicinarsi il più possibile al senso/ai sensi che l’autore/il trovatore ha dato al suo testo (vers, canso, sirventes, terzina...). Ma questo non basta:
deve cercare inoltre di attualizzare anche i sensi nascosti al proprio autore alla luce di riscontri illuminanti.
als bens entendens salut
appendice
Marcabru PC 293.33 Lo vers comens quan vei del fau tornada - edizione critica
Marcabrus ditz que no•ill en cau
qui quer ben lo vers al foïll
que no•i pot hom trobar a frau
mot de roïll
intrar pot hom de lonc jornau
en breu doïll.
1 Marc e brus R ; non len (lin) R) chau CR / 2 quier R ; ver al fronzilh CR 4 rozilh CR 6 roill IK, estrilh CR.
testo] Gruber Dialektik des trobar 1983, 76-77
vers al foïll] Roncaglia 1951 vers'al foïll (svista: vers’al = versa al non dà senso) = COM 2005 e Rialto 23.iv.2005.
en breu doïll] Gaunt-Harvey-Paterson 2000 = Rialto 2002 en breu roïll = Rialto 29.xi.2002.
vedi il mio saggio Marabru 293.33 à la sauce anglaise
http://joerngruber-gaisaber.blogspot.com/2009/05/marcabru-29233-la-sauce-anglaise.html
vocabolario
http://old.demauroparavia.it/84991
http://www.google.de/firefox?client=firefox-a&rls=org.mozilla:en-US:official
po|pu|lì|sta
2 agg., s.m. e f. che, chi adotta il populismo come atteggiamento politico
po|pu|là|re agg.var. ⇒1popolare.
1ve|lì|na
s.f. 3 nel linguaggio degli organi di stampa o televisivi, spec. con connotazione polemica, comunicazione inviata dall’ufficio stampa del governo, di un partito, di un ente pubblico, ecc., contenente informazioni da divulgare o suggerimenti relativi al modo di dare una notizia o di commentare un evento
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera
Il termine velina inizialmente nato per nominare in tono ironico le ragazze che a Striscia la notizia portavano ai conduttori le veline - le notizie in gergo giornalistico -, è stato in seguito usato per indicare spesso in senso dispregiativo o sminuitorio, a fronte di un'apparente diffusione di un fenomeno degenerativo denominato anche del velinismo, le funzioni svolte da soubrette e showgirl in ruoli particolarmente denotati passività televisiva, per i quali, secondo i critici, non sarebbero necessari particolari meriti artistici o professionali.
illustrazione
un divertimento alla berlusca (de gustibus non est disputandum)
http://www.youtube.com/watch?v=A_TclAnlkhg
[la velina bionda di striscia fa lo stacchetto ma alla fine spunta dal reggiseno ... Veline Striscia la notizia - Thais & Melissa 04-12-2006 ...]
DUCICULUS, Dolii epistomium, seu fistula, per quam exhauritur vinum [occ. dozilh – fr. dousil, cannelle – it. cannella - ted. Zapfhahn - cast. espita]
ἐπι-στόμιον, τό, der in die Mündung eines Gefäßes gesteckte Hahn [= duciculus → dozilh] [Pape Griechisch-Deutsches Wörterbuch, terza edizione 1914]
2can|nèl|la
s.f.
1 TS idraul., piccolo tubo metallico talora munito di un rubinetto, da cui fuoriesce l’acqua, che costituisce la parte finale di una conduttura: la c. della fontana, bere alla c. | TS enol., tubo, spec. in legno, dotato di rubinetto o otturato da uno zipolo, che si inserisce nella parte inferiore di una botte o di un tino per spillarne il vino; vino alla c., appena tolto dal tino
3 TS metrol., antica unità di misura genovese per le lunghezze, equivalente a 2,977 m
CANNELLE n. f. [= lat. epistomion | duciculus → occ. dozilh etc.]
Robinet de bois ou de cuivre qu'on met à une cuve, à un tonneau pour en tirer le liquide, en tournant la clef qui sert à en boucher ou à en ouvrir le passage. [Dictionnaire de l'Académie française (8e édition)]
gior|nà|le
s.m., agg.
FO
1a s.m., pubblicazione quotidiana di informazione in fogli non rilegati, solitamente di grande formato, che riporta notizie politiche, economiche, culturali, di attualità, ecc., spesso corredate da illustrazioni o fotografie, nonché annunci vari e pubblicità: leggere, aprire, sfogliare il g.; articolo di g., g. a diffusione nazionale, g. di partito, notizia riportata da tutti i giornali; g. del mattino, della sera, distribuito la mattina o la sera; scrivere su un g., pubblicarvi degli articoli
1b s.m., pubblicazione periodica, rivista: g. di moda, di cinema; g. a fumetti
2 s.m., sede della redazione di tali pubblicazioni: ogni mattina si reca al g., lavorare al g.
3 s.m., libro in cui si annotano giornalmente fatti di interesse pubblico o privato: g. di viaggio
4 s.m. TS rag., libro, registro sul quale vengono registrati giornalmente i movimenti delle partite di merci, le operazioni di cassa e sim.
5 agg. OB giornaliero, quotidiano
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